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-- Cyberspace --
  • 2/19/2006
    La potenza delle reti
    Continuamente viene ribadita la nostra appartenenza ad un gruppo, ad una comunitā, ad una vasta e globale rete di legami e conoscenze
  •  Sono presenti riferimenti bibliografici   E' presente la versione stampabile

  • Ognuno di noi vive all’interno di una grande rete sociale che coinvolge direttamente o indirettamente tutto il mondo da cui nessuno è escluso.

     

    Immaginiamo di organizzare un ricevimento con un centinaio di ospiti, invitando esclusivamente persone che non si conoscono tra di loro. Offrite vino e salatini e ben presto tutti cominceranno a conversare tra di loro in virtù del naturale senso umano di incontrarsi e di fare conoscenza. Ben presto si formeranno 30/40 gruppi formati da due o tre persone ciascuno.

     

    A questo punto confidate ad uno degli ospiti che nella bottiglia senza etichetta c’è un raro Porto di annata di gran lunga superiore alle bottiglie con l’etichetta.

    Pregate il vostro interlocutore di condividere la notizia solamente con colui che ha appena conosciuto. Avrete così la sensazione che il vostro Porto sia abbastanza al sicuro perché il detentore dell’informazione non avrà avuto modo di conoscere solamente che poche persone.

     

    Tuttavia gli ospiti dopo aver conversato a lungo con la stessa persona tenderanno a cambiare compagnia e a spostarsi verso altri gruppi. Anche se in modo invisibile tenderanno a crearsi dei sottili legami interpersonali tra coloro che si saranno appena incontrati pur appartenendo a gruppi differenti. Linee sottili cominceranno quindi a unire individui ancora estranei. Anche se Laura non ha ancora incontrato Mario, entrambi hanno già incontrato Chiara, e quindi tra loro due si è creato un legame attraverso Mario. E’ quindi probabile che Laura abbia saputo del vino attraverso Chiara che lo aveva saputo da Mario.

     

    Con il passare del tempo questi legami invisibili renderanno gli ospiti sempre più connessi in una sottile rete di conoscenze che includerà buona parte degli invitati.

     

    Il vostro vino è ancora al sicuro?

     

    Tuttavia pur supponendo che ogni incontro tra gli invitati non duri più di 10 minuti, prima che i novantanove ospiti si siano conosciuti tutti tra di loro serviranno almeno 13 ore e raramente i ricevimenti durano così tanto. E’ dunque probabile che, pur avendo suggerito il vino ad un amico, possiate sperare di trovarne ancora un sorso a fine serata.

     

    In realtà è sufficiente che ogni invitato arrivi a conoscere almeno un altro invitato perché ben presto finiscano tutti con il bere il vostro Porto d’annata. Secondo Erdos e Rénji occorrono soltanto trenta minuti perché si formi un’unica e invisibile rete sociale che include tutti gli ospiti nella stanza. Pochi istanti dopo aver raccomandato il vino al nostro amico potreste dunque trovarvi a versarne le ultime gocce nel bicchiere.

     

    Possiamo considerare gli invitati come nodi, fra i quali ogni incontro crea un link, ossia un legame sociale. La conseguenza è l’emergere di un gruppo di nodi connessi da link, in altre parole di una rete, di una rete di conoscenze. I computer collegati da linee telefoniche, le molecole collegate dalle reazioni biochimiche, clienti e società collegati dal commercio, le isole collegate ai ponti sono tutti altri esempi di reti, di grafi.

     

    Si comincia da una certa quantità di nodi isolati e si aggiungono dei link a caso fra un nodo e l’altro, simili agli incontri casuali con gli ospiti. Se i link aggiunti sono pochi, l’unica conseguenza sarà il formarsi di alcune coppie di nodi. Se invece si prosegue nell’operazione, inevitabilmente alcune di queste coppie si collegherannoformando “cluster” più grandi.

     

    Se si aggiunge un numero sufficiente di link in maniera che ogni nodo ne abbia almeno uno, succederà un miracolo: emergerà un unico “cluster” gigante. I nodi diventeranno tutti parte di un unico insieme, dove spostandosi i link, si potrà sempre passare da un nodo all’altro. E’ il momento in cui il vino sarà più in pericolo perché, all’interno del cluster gigante, tutti saranno raggiunti dalle sue qualità eccelse.

     

    I matematici definiscono questo momento l’emergenza di una “componente gigante”, i fisici la chiamano percolazione, e affermeranno che siamo di fronte ad una transizione di fase, i sociologi spiegheranno che è appena nata una comunità.

     

    Le varie discipline concordano su un fatto: dopo l’aggiunta di un certo numero di link la rete si trasforma radicalmente. Prima abbiamo un fascio di piccoli cluster isolati, gruppi disparati di persone che comunicano solo all’interno del proprio gruppo. Dopo otteniamo un cluster gigante in cui, praticamente, tutti i nodi sono collegati.
    Niente resta al di fuori di questa rete della vita altamente interconnessa
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    Bibliografia
    » Albert-lāszlō Barbāsi
    2004, Link - La scienza delle reti, Torino, Einaudi
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Progetto Alter Ego
Presso il sito del meeting č possibile trovare informazioni, report e foto sull'edizione 2005 del Pescara Electronic Artists Meeting.

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