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-- Arte elettronica --
  • 12/3/2005
    Un manifesto hacker
    Hackerare significa differenziarsi ed esprimere la possibilitā di nuovi mondi, al di lā del necessario
  •  Sono presenti riferimenti bibliografici   E' presente la versione stampabile

  • Proponiamo una piccola selezione del testo “Un manifesto Hacker” di Wark McKenzie.

     


    [002] Tutte le classi temono quest'astrazione inesorabile del mondo, da cui dipende il loro destino, Tutte le classi eccetto una: la classe hacker. Noi siamo gli hacker dell'astrazione. Produciamo nuovi concetti, nuove percezioni e nuove sensazioni, che hackeriamo dati non ancora elaborati. Qualsiasi sia il codice che hackeriamo, sia esso linguaggio di programmazione, lingua poetica, matematica, curve o colori, noi siamo coloro che astraggono i nuovi mondi. Qualsiasi sia il modo in cui scegliamo di rappresentarci - come ricercatori o autori, artisti o biologi, chimici o musicisti, filosofi o programmatori - ognuna di queste soggettività è un frammento di una classe che diviene, a poco a poco, consapevole di sé in quanto tale.

     

    [005] Gli hacker usano la loro conoscenza e il loro ingegno per mantenere la propria autonomia. Alcuni prendono i soldi e scappano (viviamo accettando alcuni compromessi). Altri si rifiutano di fare compromessi (viviamo meglio che possiamo). Troppo spesso coloro che tra noi scelgono una di queste strade se la prendono con coloro che scelgono l'altra. Gli uni se la prendono molto per la prosperità che non hanno, gli altri se la prendono per la libertà che manca loro per hackerare il mondo liberamente. Ciò che sfugge alla classe hacker è un'espressione astratta dei nostri interessi in quanto classe e di come questi interessi potrebbero incontrarsi con quelli di altre persone nel mondo.

     

    [011] Ciò che rende la nostra epoca differente è la comparsa all'orizzonte della possibilità di un nuovo mondo, a lungo immaginato, un mondo libero dalla necessità. La produzione dell'astrazione ha raggiunto il punto in cui può rompere una volta per tutte le catene che tengono l'hacking legato a interessi di classe superati e regressivi. Debord: "Il mondo possiede già il sogno di un tempo di cui adesso deve possedere la coscienza per poterlo vivere liberamente".

     

    [012] L'invenzione è la madre della necessità. Mentre tutti gli stati dipendono dall'astrazione per la produzione del loro benessere e del loro potere, la classe di governo di ogni stato ha un rapporto difficile con la produzione di nuove forme di astrazione. La classe dominante cerca sempre di controllare l'innovazione e di piegarla ai propri scopi, privando l'hacker del controllo della sua creazione, e quindi negando al mondo nel suo complesso il diritto di determinare il proprio sviluppo.

     

    [014] E' attraverso l'astrazione che il virtuale viene identificato, prodotto e liberato. Il virtuale non è solo il potenziale latente nella materia, è il potenziale del potenziale. Hackerare significa produrre o applicare l'astratto all'informazione ed esprimere la possibilità di nuovi mondi, al di là del necessario.

     

    [020] E' sempre l'hacker a creare una nuova astrazione. Con l'affermarsi di una classe hacker, il ritmo con cui le nuove astrazioni vengono prodotte aumenta. Il riconoscimento della proprietà intellettuale come forma di proprietà - un'astrazione essa stessa, un hack legale- crea una classe di creatori della proprietà intellettuale. Ma questa classe lavora ancora a beneficio di un'altra classe, ai cui interessi sono subordinati i suoi stessi interessi. Non appena l'astrazione della proprietà privata viene estesa all'informazione, essa produce la classe hacker in quanto tale, come classe che è in grado di fare delle sue innovazioni in astratto una forma di proprietà. A differenza dei contadini e degli operai, gli hacker non sono stati - ancora - privati interamente dei propri diritti di proprietà intellettuale, ma devono comunque vendere la propria capacità d'astrazione a una classe che possiede i mezzi di produzione: la classe vettoriale, la classe dominante emergente del nostro tempo.

     

    [023] E' giunto il momento in cui gli hacker devono unirsi ai lavoratori e agli agricoltori - a tutti i produttori del mondo - per liberare le risorse produttive e inventive dal mito della scarsità. E' giunto il momento per la creazione di nuove forme di associazione che possano condurre il mondo lontano dalla sua distruzione mediante lo sfruttamento mercificato. I più grandi hack del nostro tempo potrebbero rivelarsi in forme di organizzazione della libera espressione collettiva, così che d'ora in poi l'astrazione sia al servizio della popolazione invece che la popolazione al servizio della classe dominante.


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    Bibliografia
    » Wark McKenzie
    2005, Un manifesto Hacker, Milano, Feltrinelli
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Progetto Alter Ego
Presso il sito del meeting č possibile trovare informazioni, report e foto sull'edizione 2005 del Pescara Electronic Artists Meeting.

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